ARBITRARIA INTIMAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE…


Ieri sera, ancor prima dell’avvio della seduta di Consiglio comunale di giovedì 20 novembre 2025, dedicato alla discussione e votazione della mozione della minoranza sui parcheggi a pagamento, cioè prima dell’appello da parte del segretario comunale che, con la verifica del numero legale rende valida o non valida la seduta, è accaduto un episodio molto increscioso, che ha visto protagonista il Presidente del Consiglio comunale Nicola Tanzi ai danni della stampa cittadina.

In sostanza, Tanzi ha intimato con voce stentorea al Direttore responsabile di “Mola Libera”, Andrea G. Laterza, iscritto all’Albo dei giornalisti, di cessare immediatamente lo scatto di alcune foto di rito del Consiglio comunale, solitamente pubblicate dal nostro giornale a corredo degli articoli di resoconto dei lavori dell’Assise rappresentativa cittadina.

Alle rimostranze del nostro direttore, Tanzi invocava un non meglio precisato articolo di un regolamento di nuovo conio, ribadendo in via ultima ultimativa: “Dott. Laterza, Lei NON PUO’ FARE FOTO!!! Deve informare due giorni prima per essere autorizzato!”.

Il direttore di Mola Libera a quel punto ricorreva alla pubblicazione di immagini a corredo della propria cronaca in diretta, estraendole direttamente dal video in streaming trasmesso via web dallo stesso Comune di Mola. E con ciò il Presidente Tanzi veniva comunque servito…

Successivamente, prima di dare avvio al punto all’ordine del giorno previsto, Tanzi leggeva tale disposizione.

Tuttavia, in seguito, ad una verifica più approfondita, il direttore di Mola Libera ricorreva alla ricerca del nuovo regolamento invocato da Tanzi, direttamente nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito del Comune di Mola di Bari, intitolato “Regolamento per la disciplina delle riprese audio‐video e dello streaming delle sedute del Consiglio Comunale del Comune di Mola di Bari”, approvato con Delibera di Consiglio comunale n. 36 del 15/07/2025.

Nello specifico, la ricerca veniva circoscritta all’art.8 di tale regolamento, come invocato in aula da Tanzi.

Ecco il testo dell’art. 8 richiamato dal Presidente del consiglio comunale:

“ART. 8 ‐ Autorizzazioni

1. I soggetti terzi, esterni all’Ente, regolarmente iscritti all’albo dei giornalisti che, per motivi di cronaca e/o informazione, intendano eseguire proprie riprese audio e video durante le sedute, devono presentare apposita richiesta scritta, indirizzata al Presidente del Consiglio, almeno due giorni lavorativi antecedenti la seduta. Sarà cura dell’Ufficio segreteria trasmettere tempestivamente al richiedente l’autorizzazione o il diniego. Le richieste pervenute oltre tale termine, che non abbiano ricevuto risposta, si intendono respinte, salvo diversa decisione del Presidente del Consiglio. E’ possibile, da parte dei giornalisti iscritti all’ordine, richiedere un accredito permanente per la durata dell’intera consigliatura.
In caso di violazioni, il Presidente del Consiglio potrà disporre la revoca delle autorizzazioni, previa comunicazione motivata.

2. Nella domanda dovranno essere chiaramente evidenziati:
– modalità delle riprese;
– finalità perseguite;
– modalità di trasmissione;
– nominativi del titolare e del responsabile del trattamento dei dati.

3. L’autorizzazione comporterà l’obbligo per il soggetto autorizzato di rispettare le norme del presente regolamento e tutta la normativa in materia di privacy. Resta, in ogni caso, a carico dello stesso ogni responsabilità in caso di violazione delle norme richiamate. In capo al soggetto interessato resta la responsabilità di ogni effetto conseguente ad un uso o ad una diffusione impropria o illecita delle riprese effettuate.

4. I soggetti terzi autorizzati ad effettuare le riprese audiovisive devono installare la propria strumentazione nel settore riservato al pubblico. È vietato loro disturbare, arrecare pregiudizio durante la ripresa, manipolare artificiosamente il contenuto della ripresa in modo da renderla mendace o distorsiva rispetto all’essenza e al significato delle opinioni espresse.

5. I soggetti autorizzati alle riprese audiovisive si impegnano a:
– presentarsi con congruo anticipo, in ogni caso almeno mezz’ora prima della seduta di Consiglio comunale, così da poter posizionare la strumentazione necessaria;
– non disturbare o arrecare pregiudizio, durante la ripresa, allo svolgimento delle sedute consiliari;
– non esprimere opinioni o commenti durante le riprese;
– non manipolare artificiosamente il contenuto della ripresa in modo da renderla mendace o distorta rispetto all’essenza e al significato delle opinioni espresse.

6. I costi delle riprese di cui ai commi precedenti sono totalmente a carico dei soggetti autorizzati.

7. I soggetti autorizzati alle riprese audiovisive si impegnano:
– a non utilizzare le immagini a scopo di lucro;
– ad utilizzare il materiale registrato all’unico scopo per cui la ripresa è stata autorizzata;
– a pubblicare la registrazione integralmente non dividendola in più segmenti. In caso di diffusione parziale, operata nell’esercizio del diritto di cronaca, è necessario rispettare il principio di completezza informativa, di par condicio e di trasparenza;
– a non veicolare immagini associandole a messaggi pubblicitari se non preventivamente autorizzati dall’Ente.”

Quanto pubblicato sopra è il testo completo dell’art.8 del regolamento invocato da Tanzi.

Tuttavia, nel darne lettura in aula, Tanzi commetteva una grave leggerezza se non una vera e propria scorrettezza.

Innanzitutto, l’incipit che ha preceduto la sua lettura è stato il seguente:

“Passo ora a leggere l’art. 8 del regolamento che riguarda le riprese audio video, cioè riguarda quello che è successo poc’anzi”, con chiaro riferimento all’intimazione avvenuta pochi minuti prima nei riguardi del direttore di Mola Libera.

Tanzi è passato quindi a leggere il seguente testo:

“I soggetti terzi, esterni all’Ente, regolarmente iscritti all’albo dei giornalisti che, per motivi di cronaca e/o informazione, intendano eseguire proprie riprese audio e video durante le sedute, devono presentare apposita richiesta scritta, indirizzata al Presidente del Consiglio, almeno due giorni lavorativi antecedenti la seduta. Sarà cura dell’Ufficio segreteria trasmettere tempestivamente al richiedente l’autorizzazione o il diniego. Le richieste pervenute oltre tale termine, che non abbiano ricevuto risposta, si intendono respinte, salvo diversa decisione del Presidente del Consiglio.”

E si è fermato a questo punto senza dire che l’articolo, come si è già visto, è ben più lungo e articolato e che, soprattutto, riguarda appunto le riprese audio video MA NON LE FOTO!!!

Infatti, come si può apprendere da una facile ricerca sul web, alla domanda: “Una foto può essere intesa come ripresa audio video?”

La risposta univoca dei motori di ricerca è la seguente:

“No, una foto non può essere intesa come ripresa audio-video. Una foto è un’immagine statica che cattura un momento, mentre una ripresa audio-video è un filmato dinamico che comprende sia l’aspetto visivo sia quello sonoro.

Foto: Cattura un’unica immagine fissa. La foto in sé è un’istantanea statica.

Ripresa audio-video: Cattura sia l’immagine in movimento sia il suono, creando un’esperienza multimediale dinamica.

In sintesi, la principale differenza risiede nella componente temporale e nella presenza di un elemento sonoro: la foto è “un istante”, mentre la ripresa video è “un susseguirsi di istanti più suono”.

Nel primo caso, Tanzi è inadatto a ricoprire il suo ruolo, invocando norme che neppure conosce nel loro vero significato: e non è da oggi che dovrebbe avere il buon senso di dimettersi per eccesso di parzialità nell’esercizio della sua attività, alla pari del Sindaco assolutamente incapace nella sua azione politico amministrativa, come le cronache di tutti i giorni dimostrano.

Nel secondo caso, Tanzi ha commesso un chiaro abuso di potere che senz’altro questo giornale, ad un’indagine più accurata, si riserva di segnalare al Prefetto per ogni opportuna considerazione dell’Autorità statale che sovraintende al buon andamento e all’imparzialità degli Enti locali.

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